
Telegiornali e programmi di approfondimento (anche di prima mattina) concordano su un fatto: appena dopo la bocciatura del Lodo Alfano, i bidelli della Gelmini e la tragedia di Messina c'è l'ennesima "fuoriuscita" della Blasi. Una notizia è una notizia
"Alla Blasi è scappato fuori qualcosa anche stavolta", sento dire a uno speaker radiofonico citando un blog che citava a sua volta un quotidiano online. Vabbè, mi dico, non è la prima né l'ultima volta. Anzi,
ormai sembra un vizietto. I balletti delle
Iene sono sempre più sperticati e gli abitini della conduttrice sempre più striminziti. Vuoi o non vuoi
un capezzolo o uno slip scappa fuori per forza: ordinaria amministrazione di una
qualunque giornata televisiva. Poi però, tornando a casa, noto che
Studio Aperto, proprio nel giorno della decisione della Consulta sul Lodo Alfano, dedica un intero servizio alla vicenda. Un minuto e più a far vedere e rivedere - con tanto di moviola - le immagini del vestitino birichino della signora Totti e tutte le altre fuoriuscite famose della storia recente.
Passa qualche ora e a
Mattino Cinque Brachino, la Panicucci e gli ospiti del loro salotto stanno dieci minuti sullo stesso argomento. Sono
le 10 del mattino e un bel servizio lanciato dal direttore passa in rassegna - di nuovo - le scapezzolate e gli accavallamenti famosi che hanno preceduto quello della Blasi. Non c'è niente da fare: questa è una notizia. Non ci si può esimere dal documentare l'
ennesimo contrattempo occorso a una protagonista del mondo dello spettacolo italiano. Ci si può giusto chiedere se si tratti di una pura e semplice casualità o se sia tutto costruito a tavolino perché poi se ne parli e se ne scriva. Ma si rischia di incartarsi nella vecchia storiella dell'uovo e la gallina.